Without Ogun no one can live better

ogun

By Babalawo Prince Ifálékè Babalola

uk1 According to the western world, Iron Age began in 15th century while, according to the Yoruba theology and tradition, we believe that Ogun is the one of the first Irunmole sent by Olodumare to create the earth. Ogun is the Orisa of the Metallurgy, the Iron, of the Technology, war, hunt.
Ogun served as the one who cleared the road for all the Irunmole sent by Olodumare.
It is also revealed in some Odu Ifa that Ogun used to fishing in the Earth from heaven, when the Earth was completely covered by the water and this was why Olodumare used him to clear the road for the strangers to the Earth.

Whoever serves as a worshipper of Ogun must be a trustworthy loyalty person because the first taboo for Ogun is to not be a liar, and this includes also to use diplomatically talk when you suppose to tell the truth.
And also whoever is initiated into Ogun or an Ogun worshipper must not be a talkative or an arrogant person, because to be like that causes suddenly death for the person; also the Ogun worshipper must not be the kind of person who occupies a place that is not qualified for.
As it is revealed in the Odu Ifa Ogunda Petanje (Ogunda Irosun):

Ori yeye ni mogun (many heads in the prison)
Ipin aise lópò (without commit any crime)
Adífáfún Ogunda (cast divination for Ogunda)
Eyi ti yoo pa eran je tan ni Agbala Olofin (who will kill goat in the palace of King “OLOFIN”)
Ti yoo fi èjè re kín Irosun lenu (that he will stain Irosun with the blood)

Ogunda and Irosun they were closed friends and they wanted to go to a party.
Ogunda was a very strong and powerful hunter, and he was that kind of person who did not like to talk too much. He had many ambitions in mind.
Irosun was a lefty person, he did not have supernatural powers, but he liked to talk a lot, he always talked too much about anything. He was very talkative and arrogant.
When they came to the party, Irosun started to talk a lot and elevated himself to a level that was not qualified; he was continuosly say that he can do this, he can do that. He was really talking to much. He also started to say that in their town there were a lot of criminals who went to prison and that he was happy if all they would be killed. Ogunda told him to stop talk that way because in truth, not all people in prison they were guilty. Irosun did not believe him and told him that what he was saying it was not possible. Ogunda asked him: “So you are saying that all people who are in prison they are criminals?”.
Irosun replied that “Yes, they all are criminals, they committed crimes!”.
Ogunda, who was a brave man and hunter with magical powers, he one night entered to the palace of the King and killed one goat and took it to the house of Irosun. The blood of the goat stained Irosun and it was because of that that Irosun was sent to prison, when the soldiers of the palace searched for the goat tracing the blood and found it in the house of Irosun.
The King decided to kill Irosun just like Irosun killed his own goat. Ogunda told the King that Irosun was his dear friend and he wanted to ask one thing to him before he was killed. Ogunda asked him: “Do you know what was the thing that you’ve done who sentenced you?”. Irosun replied that he didn’t know; Ogunda said also: “Do you remember what I’ve told you at that party? I’ve told you that not all people who are in prison they are criminals. I am the one who killed the goat of the king, so now I want you to learn this lesson that not all people who are in prison they committed crimes”. With these words the King and the community forgave Irosun.
The person who wants to be an Ogun worshipper does not have to be an arrogant person, instead the person needs to use diplomacy when talk to the others.

This were some details about the Orisa Ogun but there is a lot to talk about this powerful Orisa.

For those ones who are devoted to the Yoruba Orisa, the Ogundabede Online Temple is offering online courses and/or volumes in e-book about each Orisa for those who wish to become Orisa worshippers.

The following is what our courses offer:

  1. Knowing about your Orisa, its Taboos and Mysteries
  2. Knowing how to pray and worship the Orisa
  3. Knowing how to offer sacrifice
  4. Knowing some of its Odu Ifa

 

 

italy1 Secondo l’occidente, l’Età del Ferro ha avuto inizio nel XV secolo ma, secondo la teologia e tradizione Yoruba, noi crediamo che Ogun sia il primo Irunmole inviato da Olodumare per creare la terra. Ogun è l’Orisa della Metallurgia, del Ferro, della Tecnologia, guerra, caccia.
Ogun fu colui che liberò la via a tutti gli Irunmole inviati da Olodumare.
In alcuni Odu Ifa è rivelato che Ogun aveva l’abitudine di pescare nella terra mentre era nel cielo, quando la Terra era completamente ricoperta d’acqua e fu perciò che Olodumare incaricò Ogun di liberare la via per la terra.

Chiunque voglia diventare praticante del culto di Ogun deve essere una persona affidabile e leale perché il primo tabù di Ogun è quello di non essere un bugiardo, e ciò include usare diplomazia quando si deve dire la verità. Inoltre, chi è iniziato in Ogun o il devoto di Ogun non deve essere una persona arrogante o che parla troppo perché tale comportamento gli causerebbe morte prematura; inoltre, il devoto di Ogun non deve cercare di occupare un posto che non gli compete.
Come viene rivelato nell’Odu Ifa Ogunda Petanje (Ogunda Irosun):

Ori yeye ni mogun (molte teste in prigione)
Ipin aise lópò (senza aver commesso crimine alcuno)
Adífáfún Ogunda (la divinazione fu fatta per Ogunda)
Eyi ti yoo pa eran je tan ni Agbala Olofin (che ucciderà la capra al palazzo del re Olofin)
Ti yoo fi èjè re kín Irosun lenu (colui che macchierà Irosun con il sangue)

Ogunda e Irosun erano ottimi amici e insieme si recarono ad una festa.
Ogunda era un cacciatore potente e fortissimo, ed era quel tipo di persona a cui non piace parlare troppo. Egli era anche molto ambizioso.
Irosun era mancino, non aveva poteri soprannaturali ma gli piaceva parlare molto, troppo, parlava sempre troppo riguardo a tutto. Era molto chiacchierone e arrogante.
Quando insieme andarono alla festa, Irosun iniziò a mettersi in mostra, elevando sé stesso e affermando di sapere fare questo e quello. Iniziò ad esagerare, inoltre cominciò a dire che nella loro città c’erano molti criminali in prigione e che lui sarebbe stato felice se tutti questi criminali fossero stati uccisi tutti.
Ogunda lo fermò e gli disse che in realtà non tutte le persone in prigione erano colpevoli. Irosun non gli credette e gli rispose che ciò non era possibile. Ogunda gli chiese: “Vuoi dire che credi che tutte le persone in prigione sono criminali?”. Irosun rispose: “Sì, sono tutti criminali, tutti loro hanno commesso dei crimini!”.
Ogunda, che era un uomo coraggioso e un abile cacciatore con poteri magici, una notte entrò nel palazzo del re ed uccise una capra, portandola nella casa di Irosun. Il sangue della capra macchiò Irosun e fu così che Irosun fu mandato in prigione quando i soldati del palazzo, alla ricerca della capra, seguirono le tracce di sangue fino alla casa di Irosun.
Il re decise di far uccidere Irosun così come lui aveva ucciso la capra. Ogunda disse al re che Irosun era un suo caro amico e che desiderava parlargli prima che venisse ucciso.
Ogunda chiese a Irosun: “Sai che cosa hai fatto e perché sei qui?”. Irosun rispose che non lo sapeva. Ogunda disse: “Ricordi cosa ti dissi a quella festa? Ti dissi che non tutte le persone che sono in prigione sono criminali. Infatti sono stato io ad aver ucciso la capra del re ed ora tu puoi comprendere la lezione che ho voluto insegnarti, e cioè che non tutti coloro che si trovano in prigione sono colpevoli.”. A queste parole il re e la comunità perdonarono Irosun.
La persona che vuole essere un devoto di Ogun deve essere diplomatico nei rapporti con gli altri e non deve essere arrogante.

Questi sono solo alcuni dettagli sull’Orisa Ogun, c’è molto altro di cui parlare su questo potente Orisa.

Per coloro che sono devoti degli Orisa della terra Yoruba, il Tempio online Ogundabede offre corsi o volumi in formato e-book su ogni Orisa, in modo da poter diventare praticanti del culto degli Orisa.

Ecco cosa offrono i corsi:

  1. Conoscenza sull’Orisa, i suoi Tabù e Misteri
  2. Come pregare e venerare l’Orisa
  3. Come offrire il sacrificio
  4. Conoscere alcuni Odu Ifa dell’Orisa

 

 

bra1  De acordo com o Ocidente, a Idade do Ferro começou no século XV mas, de acordo com a teologia e a tradição Yorubá, acreditamos que Ogun foi o primeiro Irunmole enviado por Olodumare para criar a terra. Ogun é o Orisa da Metalurgia, Ferro, Tecnologia, Guerra, Caça.
Ogun foi quem libertou o caminho para todos os Irunmole enviado por Olodumare.
Em alguns Odu Ifa revelou-se que Ogun costumava pescar na terra enquanto ele estava no céu, quando a Terra estava completamente coberta com água e, portanto, foi por isso que Olodumare enviou Ogun para limpar a estrada para a terra.

Qualquer um que quer se tornar um praticante do culto de Ogun deve ser uma pessoa confiável e leal porque o primeiro tabu de Ogun é a de não ser um mentiroso, e isso inclui usar a diplomacia quando você tem que dizer a verdade. Além disso, quem foi iniciado em Ogun ou é devoto de Ogun não deve ser uma pessoa arrogante e faladora, porque tal comportamento poderia causar morte prematura; além disso, o devoto de Ogun não deve tentar ocupar um lugar que não é sua responsabilidade.
Como revelado no Odu Ifa Ogunda Petanje (Ogunda Irosun):

Ori yeye ni mogun (muitos cabeças na prisão)
Ipin aise Lopo (sem ter cometido qualquer crime)
Adífáfún Ogunda (a adivinhação foi feita para Ogunda)
Eyi ti yoo pa eran je tan ni Agbala Olofin (que vai matar o cabra no palácio do rei Olofin)
Ti yoo fi Eje Re Kin Irosun lenu (quem manchou Irosun de sangue)

Ogunda e Irosun eram bons amigos e juntos foram a uma festa.
Ogunda era um caçador poderoso e forte, e era aquele tipo de pessoa que não gosta de falar muito. Ele também era muito ambicioso.
Irosun era canhoto, tinha poderes sobrenaturais, mas ele gostava de falar muito, ele estava sempre falando muito sobre tudo. Era muito falador e arrogante.
Quando juntos eles foram para a festa, Irosun começou a falar demais, elevando-se e reivindicando para saber como fazer isso e aquilo. Ele começou a exagerar, também ele começou a dizer que em sua cidade havia muitos criminosos na prisão e que ele ficaria feliz se todos esses criminosos haviam todos sido mortos.
Ogunda o mandou parar e disse a ele que nem todas as pessoas na prisão eram realmente culpadas. Irosun não acreditou nele e lhe disse que isso não era possível. Ogunda perguntou: “Você quer dizer que você acredita que todas as pessoas na prisão são criminosos?”. Irosun respondeu: “Sim, eles são todos criminosos, todos eles têm cometido crimes.”
Ogunda, que era um homem corajoso e um caçador hábil com poderes mágicos, uma noite entrou no palácio do rei e matou uma cabra, trazendo-a para a casa de Irosun. O sangue da cabra manchou Irosun e foi assim que Irosun foi enviado para a prisão quando os soldados do palácio, olhando para a cabra, seguiram o rastro de sangue até que a casa de Irosun.
O rei decidiu matar Irosun, assim como ele tinha matado a cabra. Ogunda disse ao rei que Irosun era um querido amigo e ele queria falar com ele antes de ser morto.
Ogunda perguntou para Irosun: “Sabe o que você fez e por que você está aqui?”. Irosun respondeu que não sabia. Ogunda disse: “Lembre-se do que eu disse naquela festa? Eu te disse que nem todas as pessoas que estão na prisão são criminosos. Na verdade, fui eu quem matou a cabra do rei, e agora você pode entender a lição que eu queria te ensinar, e isso é que nem todos os que estão na prisão são culpados.”. A estas palavras o rei e a comunidade perdoaram Irosun.
A pessoa que quer ser um devoto de Ogun deve ser diplomática em lidar com os outros e não deve ser arrogante.

Estes são apenas alguns detalhes sobre o Orisa Ogun, há muito mais para falar sobre este poderoso Orisa.

Para aqueles que são devotos dos Orisa da terra Yoruba, o Ogundabede Temple online oferece cursos on-line ou livros em formato e-book sobre cada Orisa, para que possam tornar-se praticantes do culto dos Orisa.

Aqui está o que os cursos oferecem:

  1. Conhecimentos sobre o Orisa, seus tabus e mistérios
  2. Como rezar e venerar o Orisa
  3. Como oferecer o sacrifício
  4. Alguns Odu Ifa do Orisa

 

 

spagna  De acuerdo con el Oeste, la Edad de Hierro comenzó en el siglo XV pero, de acuerdo con la teología y la tradición Yoruba, creemos que Ogun es el primero Irunmole enviado por Olodumare para crear la tierra. Ogun es el Orisha de la Metalurgia, hierro, Tecnología, Guerra, la caza.
Ogun fue el que liberó el camino para todos Irunmole enviado por Olodumare.
En algunos Odu Ifa se ha puesto que Ogun se utilizava para pescar en la tierra mientras él estaba en el cielo, cuando la Tierra estava cubierta completamente con agua y, por tanto, Olodumare instruyó Ogun para despejar el camino para la tierra.

Cualquier persona que quiere convertirse en un practicante del culto de Ogun debe ser una persona confiable y leal porque el primero tabú Ogun es no ser un mentiroso, y que incluye usar la diplomacia cuando se tiene que decir la verdad. Además, quién se inició en Ogun o el devoto de Ogun no debe ser una persona arrogante o que habla demasiado porque tal comportamiento podría causar la muerte prematura; por otra parte, el devoto de Ogun no debería tratar de ocupar un lugar que no es su responsabilidad.

Según lo revelado en el Odu Ifa Ogunda Petanje (Ogunda Irosun):

Ori yeye ni mogun (muchos cabezas en la prisión)
Ipin aise lopo (sin haber cometido ningún delito)
Adífáfún Ogunda (la adivinación fue hecha para Ogunda)
Eyi ti yoo pa eran je tan Agbala Olofin (que va a matar a la cabra a la casa del rey Olofin)
Ti yoo fi eje re kin Irosun lenu (el que mancha Irosun con sangre)

Ogunda y Irosun eran buenos amigos y juntos fueron a una fiesta.
Ogunda era un cazador poderoso y fuerte, y era ese tipo de persona que no le gusta hablar demasiado. También era muy ambicioso.
Irosun era zurdo, no tenía poderes sobrenaturales, pero le gustaba hablar mucho, demasiado, siempre estaba hablando demasiado de todo. Era muy hablador y arrogante.
Cuando juntos fueron a la fiesta, Irosun comenzó a mostrarse, elevando a sí mismo y que afirma saber cómo hacer esto y lo otro. Empezó a exagerar, también comenzó a decir que en su ciudad había muchos criminales en la cárcel y que él sería feliz si todos estos criminales habían muerto todos.
Ogunda lo detuvo y le dijo que no todas las personas en prisión eran realmente culpables. Irosun no le creyó y le dijo que esto no era posible. Ogunda preguntò, “¿Quiere decir que usted cree que todas las personas en prisión son los criminales?”. Irosun respondió: “Sí, son todos los criminales, todos ellos tienen cometidos los crímenes.”.
Ogunda, que era un hombre valiente y un experto cazador con poderes mágicos, una noche entró en el palacio del rey y mató a una cabra, y la llevó en la casa de Irosun. La sangre de la cabra manchò a Irosun y así fue como Irosun fue enviado en la prisión cuando los soldados del palacio, en busca de la cabra, siguieron el rastro de sangre hasta la casa de Irosun.
El rey decidió matar Irosun tan bien como él había matado a la cabra. Ogunda dijo al rey que Irosun era un querido amigo y quería hablar con él antes de que lo mataran.
Ogunda preguntó a Irosun: “¿Sabe usted lo que hizo y por qué estás aquí?”. Irosun contestó que no lo sabía. Ogunda dijo, “Recuerda lo que te dije en la fiesta? Te dije que no todas las personas que están en prisión son criminales. De hecho, yo fue lo que mató a la cabra del rey, y ahora se puede entender la lección que quería enseñar, y es que no todos los que están en la cárcel son culpables.”. A estas palabras, el rey y la comunidad perdonó Irosun.
La persona que quiere ser un devoto de Ogun debe ser diplomático en el trato con los demás y no debe ser arrogante.

Estos son sólo algunos detalles del Orisa Ogun, hay mucho más que hablar sobre esto poderoso Orisa.

Para aquellos que son devotos de los Orisa de la tierra Yoruba, el Templo Ogundabede online ofrece cursos on-line o libros en formato electrónico en cada Orisa, por lo que quiere llegar a ser practicantes del culto de los Orisa.

Esto es lo que ofrecen los cursos:

  1. Conocimiento del orisa, sus tabúes y misterios
  2. Cómo orar y venerar el Orisa
  3. Cómo ofrecer el sacrificio
  4. Algunos Odu Ifa del Orisa
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Ori, the Inner Head

 

ori

By Babalawo Ifaseun

uk1
Ori
means Inner Head and it exists in every human being: it is the strongest and powerful orisa.
Eledumare created us through destiny and gave us Ori: it is Ori that helps humans to achieve all their aims in life, but to make this possible people must worship their Ori frequently.

Oni iwarin
Ola nisunrin
Otunla ni hae rin
Ijo merin onini ifi orin gbonu suku suku untunu
Adifafun Orunmila ti yoo se akapo ori lati ode orun bowa sode isalaye
Ebo ni won nikose
Ifa ni ero ipo ero esa
Ifa ni oro okan egun o oro kokan osa eleda
Eni ni orokan orimi gbemi bami tun ayemise

This chant in the Odu Ifa Ogundabede tells us that Orunmila consulted Ifa for himself when he had noticed that everything he did was not accepted.
Ifa said to him that he need to offer the sacrifice for his Ori and that he needed to meet Eledumare.
When Orunmila went to Eledumare, Eledumare told him that there was one thing that was blocking his prayers.
That thing was Ori, because Orunmila had forgotten to worship his Ori. Orunmila started worship his Ori and that was how he obtained success.

Is very important for everyone to worship their Ori, especially for those ones who want to achieve success and become famous, but also for obtain prosperity, blessings, long life and to have protection against any evil in life.

 

italy1
Ori significa Testa Interna ed esiste in ogni essere umano: è il più forte e potente Orisa.
Eledumare ci ha creati per mezzo del destino e ci ha donato Ori: è Ori che aiuta l’umano a raggiungere tutti i suoi obiettivi nella vita, ma perché ciò sia possibile deve venerare Ori con frequenza.

Oni iwarin
Ola nisunrin
Otunla ni hae rin
Ijo merin onini ifi orin gbonu suku suku untunu
Adifafun Orunmila ti yoo se akapo ori lati ode orun bowa sode isalaye
Ebo ni won nikose
Ifa ni ero ipo ero esa
Ifa ni oro okan egun o oro kokan osa eleda
Eni ni orokan orimi gbemi bami tun ayemise

Questo verso dall’Odu Ifa Ogundabede ci racconta di quando Orunmila consultò Ifa per sé stesso quando aveva notato che tutto ciò che faceva non veniva accettato.
Ifa gli disse che doveva offrire il sacrificio per la sua Ori e che doveva incontrare Eledumare.
Quando Orunmila andò da Eledumare, Eledumare gli disse che c’era una cosa che bloccava le sue preghiere.
Quella cosa era Ori perché Orunmila aveva dimenticato di venerare la sua Ori. Orunmila iniziò a venerare Ori e fu così che ottenne successo.
E’ molto importante per chiunque venerare la propria Ori, specialmente per coloro che desiderano ottenere il successo e diventare famosi, ma anche per ottenere prosperità, benedizioni, lunga vita e per ottenere protezione contro le difficoltà della vita.

 
bra1
Ori significa Cabeça Interna, existe em cada ser humano e é o Orisa mais forte e poderoso.
Eledumare nos criou por meio de destino e nos deu Ori: Ori é quem ajuda o ser humano a atingir todos os seus objetivos na vida, mas para tornar isso possível a pessoa deve adorar Ori frequentemente.

Oni iwarin
Ola nisunrin
Otunla ni hae rin
Ijo merin onini ifi orin gbonu suku suku untunu
Adifafun Orunmila ti yoo se akapo ori lati ode orun bowa sode isalaye
Ebo ni won nikose
Ifa ni ero ipo ero esa
Ifa ni oro okan egun o oro kokan osa eleda
Eni ni orokan orimi gbemi bami tun ayemise

Este verso do Odu Ifa Ogundebe nos fala de quando Orunmila consultou Ifa para si mesmo quando percebeu que tudo que ele fazia não vinha aceitado.
Ifa disse que ele devia oferecer sacrifício por sua Ori e que tinha que ir até Eledumare.
Quando Orunmila foi para Eledumare, Eledumare disse-lhe que havia uma coisa que estava bloqueando suas orações.
Aquela coisa era Ori porque Orunmila tinha esquecido de venerar a sua Ori. Orunmila começou a adorar Ori e foi assim que ele obteve sucesso.
É muito importante para qualquer um que venerem a sua Ori, especialmente para aqueles que querem alcançar o sucesso e tornar-se famosos, mas também para alcançar a prosperidade, bênçãos, longa vida e para a proteção contra as dificuldades da vida.

 

spagna
Ori significa Cabeza interna y existe en cada ser humano, y es el Orisa más fuerte y poderoso.
Eledumare nos creó por medio del destino y nos dio Ori: Ori es que ayuda al ser humano a alcanzar todos sus objetivos en la vida, pero para que esto sea posible debe adorar a los Ori con frecuencia.

Oni iwarin
Ola nisunrin
Otunla ni hae rin
Ijo merin onini ifi orin gbonu suku suku untunu
Adifafun Orunmila ti yoo se akapo ori lati ode orun bowa sode isalaye
Ebo ni won nikose
Ifa ni ero ipo ero esa
Ifa ni oro okan egun o oro kokan osa eleda
Eni ni orokan orimi gbemi bami tun ayemise

Este verso del Odu Ifa Ogundabede nos habla de cuando Orunmila consultó Ifa por sí mismo, cuando se dio cuenta de que todo lo que hizo no fue aceptado.
Ifa dice que tiene que ofrecer sacrificios por su Ori y que el debia reunirse a Eledumare.
Cuando Orunmila se fue a Eledumare, Eledumare le dijo que había una cosa que estaba bloqueando sus oraciones.
Esa cosa era Ori porque orunmila se había olvidado de venerar Ori. Orunmila comenzó a adorar a la Ori y así fue como obtuvo éxito.
Es muy importante para cualquier persona que veneran a Ori, especialmente para aquellos que quieren alcanzar el éxito y ser famoso, sino también para lograr la prosperidad, bendiciones, larga vida y para la protección contra las dificultades de la vida.

Òrìṣà Erinlẹ̀

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By Baba Ifaseun and Ifawumi

uk1 Òrìṣà Erinlẹ̀ is Òrìṣà Omi (water), he is husband of Òrìṣà Ọṣun.
His name means Land of the Elephant – Erin (elephant) ilẹ̀ (terra).
Here in Ilobu we consider Erinlẹ̀ as a very powerful Òrìṣà which give strong protection to his worshippers and devotees.
He also brings success in life, victory over the enemies, he bestows prosperity, long life, fertility and sound health, he helps to reclaim for loss.
He is the great protector of Ilobu city.

One day Erinlẹ̀ would merry to Ọṣun to get the goodness of children, so he went to the Babalawo to ask for Ifá Divination.
The Babalawo casted Ifa divination for him and told him that he had to offer a sacrifice to achieve this aim.
Erinlẹ̀ offered the sacrifice and thanked the Babalawo
the Babalawo thanked Ifá
Ifá thanked Eledumare.

That is how Erinlẹ̀ get married to Ọṣun and obtained the gift of having children, as it is said in the Odu Ifá Osetua.

Òrìṣà Erinlẹ̀, also called Ẹyinlẹ̀, is also known as a hunter, a fisher and farmer, as the Òrìṣà of medicine and ewe.
Everywhere you go in Nigeria, you will see that Erinlẹ̀ is worshipped by people as the bestower of wealth and abundance.

Erinlẹ̀’s pot contains smooth stones from the river Erinle. We offer him Obi (kola nut), oti (dry gin), rams, ataare (Guinea peppers), cocks, he-goats and snails.

Awamee Erinle
Afisodi ooo
Awamee Erinle
Afisodi
Ogun kojaja
Kogun ja Ilobu
Awamee Erinle
Afisodi ooo
Aya ere awamee Erinle
Afisodi ooo
Awamee Erinle
Afisodi
Ogun kojajaja
Kogun ja Ilobu
Awmee Erinle
Afisodi…
Ase.

italy1 Òrìṣà Erinlẹ̀ è un Òrìṣà Omi (dell’acqua), ed è marito dell’Òrìṣà Ọṣun.
Il suo nome significa Terra dell’Elefante – Erin (elefante) ilẹ̀ (terra).
Qui a Ilobu consideriamo Erinlẹ̀ un Òrìṣà davvero potente che dona forte protezione ai suoi adoratori e devoti.
Egli inoltre dona successo nella vita, vittoria sui nemici, dispensa prosperità, lunga vita, fertilità e buona salute ed aiuta a recuperare ciò che si è perso.
Egli è il grande protettore della città di Ilobu.

Un giorno Erinlẹ̀ decise che voleva sposare Ọṣun in modo da ottenere il dono di avere figli, quindi andò dal Babalawo per chiedere una divinazione di Ifá.
Il Babalawo fece la divinazione di Ifá per lui e gli disse ce doveva offrire un sacrificio così da ottenere ciò che desiderava.
Erinlẹ̀ offrì il sacrificio e ringraziò il Babalawo
Il Babalawo ringraziò Ifá
Ifá ringraziò Eledumare.
Fu così che Òrìṣà Erinlẹ̀ si sposò con Ọṣun e ottenne il dono di avere figli, come si racconta nell’Odu Ifá Osetua.

Òrìṣà Erinlẹ̀, chiamato anche Eyinlẹ̀, è conosciuto anche come Òrìṣà cacciatore, pescatore e agricoltore, come Òrìṣà della medicina e di ewe (erbe medicinali).
Ovunque tu vada in Nigeria, vedrai che Òrìṣà Erinlẹ̀ è venerato dalle persone come colui che dispensa ricchezza e abbondanza.

Il vaso di Erinlẹ̀ (il contenitore dell’Òrìṣà) contiene pietre lisce prese dal fiume Erinle. Ad esso offriamo Obi (noci di kola), oti (dry gin), montoni, ataare (grani del paradiso), caproni e grosse chiocciole.

Awamee Erinle
Afisodi ooo
Awamee Erinle
Afisodi
Ogun kojaja
Kogun ja Ilobu
Awamee Erinle
Afisodi ooo
Aya ere awamee Erinle
Afisodi ooo
Awamee Erinle
Afisodi
Ogun kojajaja
Kogun ja Ilobu
Awmee Erinle
Afisodi…
Ase.

bra1  Òrìṣà Erinlẹ̀ é um Òrìṣà da água, e é marido do Òrìṣà Ọṣun.
Seu nome significa Terra do Elefante – Erin (elefante) Ilẹ̀ (terra).
Aqui em Ilobu consideramos Erinlẹ̀ um Òrìṣà realmente poderoso que dá forte proteção aos seus adoradores e devotos.
Ele dá o sucesso na vida, a vitória sobre os inimigos, ele despensa prosperidade e longa vida, fertilidade e boa saúde e ajuda a recuperar o que foi perdido.
Ele é o grande protetor da cidade de Ilobu.

Um dia Erinlẹ̀ decidiu que queria se casar com Ọṣun, a fim de obter o dom de ter filhos, então ele foi para o Babalawo para pedir uma adivinhação de Ifá.
O Babalawo fez a adivinhação de Ifá para ele e disse-lhe que tínha de fazer um sacrifício, a fim de conseguir o que queria.
Erinlẹ̀ ofereceu o sacrifício e agradeceu ao Babalawo
O Babalawo agradeceu Ifá
Ifá agradeceu Eledumare.
Foi assim que o Òrìṣà Erinlẹ̀ se casou com Ọṣun e recebeu o dom de ter filhos, como é dito no Odu Ifá Osetua.

Òrìṣà Erinlẹ̀, também chamado de Eyinlẹ̀, é conhecido como Òrìṣà caçador, pescador e agricultor, como Òrìṣà da medicina e das ewe (ervas medicinais).
Onde quer que vá, na Nigéria, você verá que Òrìṣà Erinlẹ̀ é reverenciado pelo povo como aquele que distribui riqueza e abundância.

O vaso de Erinlẹ̀ (o recipiente do Òrìṣà) contém pedras lisas do rio Erinle. Oferecemos para ele Obi (noz de cola), oti (gin seco), carneiros, ataare (pimenta-da-guiné), bodes e grandes caracóis.

Awamee Erinle
Afisodi ooo
Awamee Erinle
Afisodi
Ogun kojaja
Kogun ja Ilobu
Awamee Erinle
Afisodi ooo
Aya ere awamee Erinle
Afisodi ooo
Awamee Erinle
Afisodi
Ogun kojajaja
Kogun ja Ilobu
Awmee Erinle
Afisodi…
Ase.

spagna Òrìṣà Erinlẹ̀ es el Òrìṣà Omi (agua), y es marido del Òrìṣà Ọṣun.
Su nombre significa Tierra del Elefante – Erin (elefante) Ilẹ̀ (tierra).
Aquí en Ilobu consideramos Erinlẹ̀ un muy poderoso Òrìṣà que da un fuerte protección a sus fieles y devotos.
Se da hacia delante éxito en la vida, la victoria sobre los enemigos, despensa prosperidad y larga vida, la fertilidad y la buena salud y ayuda a recuperar lo que ha perdido.
Él es el gran protector de la ciudad de Ilobu.

Un día Erinlẹ̀ decidió que quería casarse con Ọṣun con el fin de obtener el don de tener hijos, así que fue al Babalawo para pedir una adivinación de Ifá.
El Babalawo hace la adivinación de Ifá para él y le dijo que tenía que hacer un sacrificio con el fin de conseguir lo que quería.
Erinlẹ̀ ofreció el sacrificio y dio las gracias al Babalawo
El Babalawo agradeció Ifá
Ifá agradeció Eledumare.
Así fue que el Òrìṣà Erinlẹ̀ casó Ọṣun y recibió el don de tener hijos, ya que se dice en el Odu Ifá Osetua.

Òrìṣà Erinlẹ̀, también llamado Eyinlẹ̀, también se conoce como Òrìṣà cazador, pescador y agricultor, como Òrìṣà de la medicina y de ewe (hierbas medicinales).
Dondequiera que vaya en Nigeria, verá que el Òrìṣà Erinlẹ̀ es venerado por el pueblo como aquel que da la riqueza y la abundancia.

El buque de Erinle (el contenedor del Òrìṣà) contiene piedras lisas del río Erinle. Se ofrecen Obi (nuez de cola), oti (gin seco), carneros, ataare (granos del paraíso), macho cabrío y grandes caracoles.

Awamee Erinle
Afisodi ooo
Awamee Erinle
Afisodi
Ogun kojaja
Kogun ja Ilobu
Awamee Erinle
Afisodi ooo
Aya ere awamee Erinle
Afisodi ooo
Awamee Erinle
Afisodi
Ogun kojajaja
Kogun ja Ilobu
Awmee Erinle
Afisodi…
Ase.

erinle-pot

Ọbàtálá

obatala1

By Oluwo Ifaleke e Omo Awo Ifawumi

uk1 Ọbàtálá, the oldest of the Orisa, the one who is first in command, the molder of human beings.
He is the warrior who brings peace, wisdom, kindness and patience, humilty: he is the one who guides us in reaching Iwa Pele, the Good Character.

Ọbàtálá, the King of white cloth, the one who molded us.

At the ancient time of Ọbàtálá, a lot of Orisa they were rich because having fought many wars and taken possession of a lot of properties and slaves. Ọbàtálá felt out of place because he desperately needed money and, without money, he could not achieve what others Orisa achieved.
He sought direction in the Ifá divination and the priest told him to offer the sacrifice of his black cloth but that cloth was just the most expensive he possessed and also, the favorite color of Ọbàtálá was just black.
Obsinately he refused to offer the cloth as sacrifice and, believing in his infallible force, he prepared for war without first having offered the sacrifice.
Being very powerful, Ọbàtálá was able to defeat alone the entire world and went back home with a lot of money and many slaves. On his way home he suddendly started to hear voices coming from the woods, and those voices became more terrible and frightening, until he could no longer bear it and fled leaving behind the spoils.

Let’s reflect on a Yoruba thought: “Rírú çbô nii gbeni, àìrú çbô kìí gbènìyàn”, which it means It’s not good to refuse to offer sacrifice when it is required.

When Ọbàtálá returned home, he realized he was the only one responsible for the loss of his properties because he did not offer the sacrifice. Since that day he decided that never again would wear black cloth; to Ọbàtálá and his children black color brings bad luck!

IKÉ dá IKÉ gbé
IKÉ got broken and destroyed

ÈSÚRÚ là ólà dànù
The potato was pilled for nothing

Ohun tó sônù won òri
What was lost they never found

Adífáfún ÒSÁLÁ ÕSÊRÊMÀGBÒ
Ifá divination was cast for ÒSÁÁLÁ ÕSÊRÊMÀGBÒ

Èyí tí n gbé ogun re ogun àgbéfò oníke
Who was to wage war against àgbéfò oníke

Çbô ni wón ní köwá múnse
He was asked to make sacrifice

Wón ní tó bá rúbô tán
They said after he finished the sacrifice

Asô ôrùn rê ni kófi rúbô
He should sarcrifice the cloth he put on

ÒSÁLÁ Kõràn êwu dúdé
ÒSÁLÁ detested the black cloth

Ilé logun baba ti bàjë lô
ÒSÁLÁ began to lose the battle from home.

Ọbàtálá and his mission

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Ọbàtálá was one day sent by Elédùmárè to make the world a place for all creatures.
Ọbàtálá is the leader of all the Orisa and that was the reason why he was chosen for this mission. The second in command for this mission was Odùduwà.
Before venturing both Orisa asked Ifá divination in heaven, so they would be able to know what to do: the priest told them to offer sacrifice with a chameleon, a hen with five legs and a pigeon.
Ọbàtálá refused to offer sacrifice while Odùduwà made efforts to offer it. Before he had finished, Ọbàtálá prepared himself with the bag filled with the material needed for the task (the bag was given to him by Elédùmárè) and without waiting for his partner he gathered the others Orisa and left for his mission.
After many days of travel, Ọbàtálá felt terribly tired and thirsty and, being the most powerful of all the Orisa, ordered a palm tree to run the water from itself and it was so. Ọbàtálá drank and quenched his thirst and continued the journey with his group. Before long he decided to stop to rest and fell asleep.
Meanwhile Odùduwà concluded the ritual of sacrifice and did not yet know that Ọbàtálá and the others they already embarked on the journey; he headed immediately by Elédùmárè because the priest had told him that before starting the journey would have to offer a sacrifice also to Ìmòrun Olódùmárè. When he arrived Elédùmárè asked him why it was not already on the road, and he explained everything and also discovered that Ọbàtálá had forgotten to bring along Ilẹ̀.
Odùduwà taken Ilẹ̀ and walked in search of the leader of all Orisa. He met on his journey the demons that told him that Ọbàtálá had fallen asleep: Odùduwà found him and, without waking him, took his bag and went back to Elédùmárè told him that Ọbàtálá had forgotten it somewhere before going to sleep, which is why he had the bag himself.
Elédùmárè then commissioned Odùduwà to create the earth and so he did: he sacrificed a pigeon and let the hen five-legged scattering the earth everywhere. To make sure that the world was safe and not collapse, he sent the giant chameleon and seeing that nothing happened he knew that the earth was safe.
While all this was coming to conclusion, Ọbàtálá woke from his sleep and saw no one around him. Annoyed he went to Elédùmárè to complain but he asked him why he had fallen asleep. Ọbàtálá told him he had drunk too much palm wine and promised that he would never more drunk it.
Elédùmárè ordered him to shape the head and other parts of the human body so as to create human beings in which Elédùmárè then would transfer the spirit.

Everything you have read is an excerpt from The Unabridged Book of Taboo, by Prince Ifaleke Babalola, which I’m translating into Italian and Portuguese.
You can contact us without obligation for more information or to ask an Ifá divination or Ọbàtálá divination.

italy1 Ọbàtálá, il più anziano degli Orisa, colui che è primo in comando, il modellatore degli esseri umani.
Egli è il guerriero portatore di pace, di saggezza, di gentilezza e di pazienza, di umiltà; è colui che ci guida nel raggiungimento di Iwa Pele, il buon carattere.

Ọbàtálá, il re dagli abiti bianchi, colui che ci ha modellati

Al tempo di Ọbàtálá molti Orisa erano ricchi perché avendo combattuto molte guerre si erano impossessati di proprietà e schiavi. Ọbàtálá invece si sentiva fuori luogo perché aveva disperatamente bisogno di denaro e, senza denaro, non riusciva a realizzare ciò che gli altri Orisa avevano raggiunto.
Cercò una guida nella divinazione di Ifá e il sacerdote gli disse di offrire in sacrificio il suo abito nero e quell’abito era proprio l’abito più costoso che possedeva; inoltre il colore preferito di Ọbàtálá era proprio il nero.
Si rifiutò ostinatamente di sacrificare il suo bell’abito e, credendo nella sua forza infallibile si preparò alla guerra senza prima avere offerto alcun sacrificio.
Essendo Ọbàtálá molto potente, fu in grado di sconfiggere da solo il mondo intero e di tornare a casa con molto denaro e molti schiavi. Sulla strada verso casa però iniziò improvvisamente a udire voci provenienti dal bosco, voci che diventavano sempre più terribili e spaventose, fino a che egli non riuscì più a sopportarle e scappò lasciando dietro di sé il bottino.
Riflettiamo su un pensiero Yoruba: “Rírú çbô nii gbeni, àìrú çbô kìí gbènìyàn“, che significa che non è bene rifiutare di offrire il sacrificio quando viene richiesto.
Quando Ọbàtálá tornò a casa si rese conto di essere l’unico responsabile della perdita dei suoi beni perché non aveva offerta il sacrificio. Fu così che da quel giorno decise che mai più avrebbe indossato abiti neri; a Ọbàtálá e i suoi figli il colore nero porta molta sfortuna!

IKÉ dá IKÉ gbé
IKÉ si ruppe e si distrusse

ÈSÚRÚ là ólà dànù
La patata fu pelata per nulla

Ohun tó sônù won òri
Ciò che fu perso e mai ritrovato

Adífáfún ÒSÁLÁ ÕSÊRÊMÀGBÒ
La divinazione di Ifa fu fatta per ÒSÁÁLÁ ÕSÊRÊMÀGBÒ

Èyí tí n gbé ogun re ogun àgbéfò oníke
Che voleva dichiarare guerra contro àgbéfò oníke

Çbô ni wón ní köwá múnse
Gli fu chiesto di offrire il sacrificio

Wón ní tó bá rúbô tán
Gli dissero che dopo il sacrificio

Asô ôrùn rê ni kófi rúbô
Avrebbe dovuto sacrificare gli abiti che aveva indosso

ÒSÁLÁ Kõràn êwu dúdé
ÒSÁLÁ detesta gli abiti neri

Ilé logun baba ti bàjë lô
ÒSÁLÁ iniziò a perdere la battaglia verso casa

Ọbàtálá e la sua missione

Ọbàtálá fu un giorno mandato da Elédùmárè a rendere la terra abitabile per tutte le creature.
Ọbàtálá è il leader di tutti gli Orisa e fu per questo motivo che venne scelto per questo scopo. Il secondo in comando per questa missione fu Odùduwà.
Prima di avventurarsi entrambi gli Orisa chiesero la divinazione di Ifá in cielo, in modo da sapere con certezza cosa avrebbero fare: il sacerdote disse loro di offrire il sacrificio con un camaleonte, una gallina con cinque zampe e un piccione.
Ọbàtálá si rifiutò di offrire il sacrificio mentre Odùduwà si impegnò ad offrirlo. Prima che egli ebbe terminato, Ọbàtálá si preparò con la borsa colma del materiale necessario per l’incarico (la borsa gli fu data da Elédùmárè) e senza aspettare il suo compagno raggruppò altri Orisa e partì per la missione.
Dopo molti giorni di viaggio, Ọbàtálá si sentì stanco e terribilmente assetato e, essendo la divinità più potente di tutte, ordinò che da un albero di palma iniziasse a scorrere l’acqua e così fu. Ọbàtálá bevve e placò la sua sete e continuò il viaggio con il suo gruppo. Dopo non molto decise di fermarsi a riposare e si addormentò.
Nel frattempo Odùduwà concluse il rituale del sacrificio e non sapeva ancora che Ọbàtálá e gli altri avevano già intrapreso il viaggio; si diresse immediatamente da Elédùmárè perché il sacerdote gli aveva detto che prima di mettersi in viaggio avrebbe dovuto offrire un sacrificio anche a Ìmòrun Olódùmárè. Quando arrivò da lui Elédùmárè gli chiese per quale motivo non fosse già in viaggio, ed egli gli spiegò tutto e scoprì anche che Ọbàtálá aveva dimenticato di portare con sé Ilẹ̀.
Odùduwà prese Ilẹ̀ e si incamminò in cerca del leader di tutti gli Orisa. Incontrò sul suo cammino dei demoni che gli riferirono che Ọbàtálá si era addormentato: Odùduwà lo trovò e, senza svegliarlo, gli prese la borsa e tornò da Elédùmárè riferendogli che Ọbàtálá l’aveva dimenticata da qualche parte prima di addormentarsi, per questo motivo l’aveva con sé.
Elédùmárè a quel punto incaricò Odùduwà di creare la terra e così fece: sacrificò un piccione e lasciò che la gallina dalle cinque zampe sparpagliasse la terra ovunque. Per assicurarsi che la terra fosse sicura e non crollasse, mandò il camaleonte gigante e vedendo che nulla accadeva capì che la terra era sicura.
Mentre tutto ciò si concludeva, Ọbàtálá si svegliò dal suo sonno e non vide nessuno intorno a sé. Infastidito andò da Elédùmárè a lamentarsi ma egli gli chiese perché mai lui si fosse addormentato. Ọbàtálá gli disse che aveva bevuto troppo vino di palma e promise che non ne avrebbe mai più bevuto.
Elédùmárè gli ordinò di modellare la testa e altre parti del corpo umano così da creare gli esseri umani nei quali poi Elédùmárè avrebbe trasferito lo spirito.
Tutto ciò che avete letto è un estratto dal libro The Unabridged Book of Taboo di Prince Ifaleke Babalola, che sto traducendo in lingua italiana e portoghese.
Potete contattarci senza impegno per avere maggiori informazioni o per chiedere una divinazione di Ifá o una divinazione di Ọbàtálá.

bra1 Ọbàtálá, o mais antigo dos Orisa, aquele que é o primeiro no comando, o moldador de seres humanos.
Ele é o guerreiro pacificador, que traz sabedoria, bondade e paciência, humildade; Ele é quem nos guia em alcançar Iwa Pele, o bom caráter.

Ọbàtálá, Rei de roupa branca, quem nos tem moldado

Na época de Ọbàtálá muitos Orisa eram ricos porque tinham lutado muitas guerras e tinha tomado posse de propriedades e escravos. Ọbàtálá se sentia fora de lugar, porque ele precisava desesperadamente de dinheiro e, sem dinheiro, ele não poderia alcançar o que os outros Orisa tinham conseguido.
Procurou direção na adivinhação de Ifá e o sacerdote disse-lhe para oferecer o sacrifício de sua roupa preta mas aquela roupa era exatamente a roupa mais cara que ela possuía; também a cor favorita de Ọbàtálá era preto.
Obstinadamente se recusou a sacrificar a sua roupa e, acreditando na sua força infalível, se preparou para a guerra sem primeiro ter oferecido qualquer sacrifício.
Sendo Ọbàtálá muito poderoso, ele foi capaz de derrotar sozinho o mundo inteiro e ir para casa com um monte de propriedades e muitos escravos. Mas no caminho até casa, de repente, começou a ouvir vozes provenientes do mato, e as vozes se tornavam mais terríveis e assustadoras, até que ele já não podia suportá-lo e fugiu deixando para trás os despojos.

Refletimos sobre um pensamento Yoruba: “Rírú çbô nii gbeni, àìrú çbô kìí gbènìyàn“, o que significa que não é bom para se recusar a oferecer o sacrifício quando solicitado.

Quando Ọbàtálá voltou para casa, ele percebeu que ele era o único responsável pela perda de sua propriedade, porque ele não ofereceu o sacrifício. Foi assim que, a partir daquele dia, ele decidiu que nunca mais usaria roupa preta; a cor preta traz má sorte para Ọbàtálá e seus filhos!

IKÉ dá IKÉ gbé
IKÉ se quebrou e se destruiu

ÈSÚRÚ là ólà dànù
A batata foi descascada por nada

Ohun tó sônù won òri
O que foi perdido nunca mais foi encontrado

Adífáfún ÒSÁLÁ ÕSÊRÊMÀGBÒ
A adivinhação de Ifá foi feita para ÒSÁÁLÁ ÕSÊRÊMÀGBÒ

Èyí tí n gbé ogun re ogun àgbéfò oníke
Que quiz declarar guerra para àgbéfò oníke

Çbô ni wón ní köwá múnse
Foi lhe pedido para oferecer o sacrificio

Wón ní tó bá rúbô tán
Lhe foi dito que apos o sacrificio

Asô ôrùn rê ni kófi rúbô
Teria que sacrificar a roupa que usava

ÒSÁLÁ Kõràn êwu dúdé
ÒSÁLÁ detesta a roupa preta

Ilé logun baba ti bàjë lô
ÒSÁLÁ começou a perder a batalha na rua para casa

Ọbàtálá e sua missão

Ọbàtálá foi um dia enviado por Elédùmárè para tornar o mundo um lugar para todas as criaturas.
Ọbàtálá é o líder de todo os Orisa e foi por esta razão que ele foi escolhido para esta finalidade. O segundo em comando para esta missão foi Odùduwà.
Antes de se aventurar ambos os Orisa pediram para a adivinhação de Ifá no céu, para saber com certeza o que fazer: o sacerdote disse-lhes para oferecer sacrifício com um camaleão, uma galinha com cinco pernas e um pombo.
Ọbàtálá recusou-se a oferecer o sacrifício enquanto Odùduwà comprometeu-se a oferecê-lo. Antes que ele tivesse acabado, Ọbàtálá preparado com uma sacola cheia com o material necessário para a tarefa (o saco foi dado a ele por Elédùmárè) e sem esperar por seu parceiro se reuniu com os outros Orisa e saiu para sua missão.
Depois de muitos dias de viagem, Ọbàtálá se sentiu muito cansado e com sede e, sendo o mais poderoso de todos os Orisa, comandou que de uma palmeira começasse a sair água e assim foi. Ọbàtálá bebeu e saciou a sua sede e continuou a viagem com seu grupo. Em pouco tempo, ele decidiu parar para descansar e adormeceu.
Enquanto isso Odùduwà concluiu o ritual do sacrifício e ainda não sabia que Ọbàtálá e os outros já tinham embarcado na viagem; dirigiu-se imediatamente até Elédùmárè porque o sacerdote lhe tinha dito que antes de iniciar a viagem teria de oferecer um sacrifício também para Ìmòrun Olódùmárè. Quando ele chegou, Elédùmárè perguntou-lhe por que ele já não estava na estrada, e ele explicou tudo e também descobriu que Ọbàtálá tinha esquecido de trazer Ilẹ̀.
Odùduwà tomou consigo Ilẹ̀ e caminhou em busca do líder de todos os Orisa. Ele conheceu em sua viagem os demônios que lhe disseram que Ọbàtálá tinha adormecido: Odùduwà o encontrou e, sem acordá-lo, tomou sua bolsa e voltou para Elédùmárè dizendo-lhe que Ọbàtálá a tinha esquecido em algum lugar antes de ir dormir, razão pela qual ele tinha a bolsa com ele.
Elédùmárè comandou Odùduwà para criar a terra e assim ele fez: ele sacrificou um pombo e deixou que a galinha de cinco patas espalhasse a terra em todos os lugares. Para certificar-se de que o mundo estava firme e não entrasse em colapso, ele enviou o camaleão gigante e vendo que nada acontecia, ele soube que a terra era segura.
Enquanto tudo isso se concluía, Ọbàtálá acordou de seu sono e não viu ninguém em torno dele. Irritado foi até Elédùmárè para reclamar, e ele perguntou-lhe por que ele tinha adormecido. Ọbàtálá disse que ele tinha bebido muito vinho de palma e prometeu que ele nunca mais beberia de novo.
Elédùmárè ordenou-lhe para moldar a cabeça e outras partes do corpo humano, de modo a criar seres humanos em que Elédùmárè, em seguida, iria transferir o espírito.

Tudo o que você leu é um excerto do livro The Unabridged Book of Taboo por Prince Ifaleke Babalola, que estou traduzindo em Italiano e Português.
Pode contatar-nos sem compromisso para obter mais informações ou para fazer uma adivinhação de Ifá ou uma adivinhação de Ọbàtálá.

spagna Ọbàtálá, el más antiguo de los Orisa, que es primero en el mando, el moldeador de los seres humanos.
Él es el guerrero constructor de paz, de la sabiduría, de la bondad y de la paciencia, de la humildad; él es el que nos guía para llegar a Iwa Pele, el buen carácter.

Ọbàtálá, el rey de la ropa blanca, lo que nos moldea

En el tempo de Ọbàtálá muchos Orisa eran ricos porque habiendo librado muchas guerras habían tomado posesión de la propiedad y de los esclavos. Ọbàtálá se sentía fuera de lugar, ya que necesita desesperadamente dinero y, sin dinero, no pudo lograr lo que otros Orisa habían logrado.
Solicitó la dirección en la adivinación de Ifá y el sacerdote le dijo que tenia que ofrecer el sacrificio de su vestido negro pero ese vestido era el vestido más caro que Ọbàtálá poseía; también el color favorito de Ọbàtálá era negro.
Obstinadamente se negó a sacrificar su buen traje y, creyendo en su fuerza infalible se preparaba para la guerra sin haber ofrecido ningún tipo de sacrificio.
Siendo Ọbàtálá muy potente fue capaz de derrotar por sí solo todo el mundo y volver a casa con un montón de dinero y muchos esclavos. Pero, de repente comenzó en el camino a casa a oír voces procedentes de los bosques, y las voces se hicieron más terribles y espantosas, hasta que ya no pudia soportarlas y huyó dejando tras de sí el botín.
Reflexionamos sobre un pensamiento Yoruba: “Rírú çbô nii gbeni, àìrú çbô kìí gbènìyàn”, lo que significa que no es bueno para negarse a ofrecer el sacrificio cuando se le solicite.
Cuando Ọbàtálá regresó a su casa se dio cuenta de que él era el único responsable de la pérdida de su propiedad porque él no habia oferecido el sacrificio. Así fue que a partir de ese día decidió que nunca más llevaria ropa negra; a Ọbàtálá y sus hijos el color negro trae mala suerte!

IKÉ dá IKÉ gbé
IKÉ Se rompió y se destruyó

ÈSÚRÚ là ólà dànù
la patata fue pelada para nada

Ohun tó sônù won òri
Lo que se perdió nunca se encontró

Adífáfún ÒSÁLÁ ÕSÊRÊMÀGBÒ
La adivinación de Ifá fue hecha para ÒSÁÁLÁ ÕSÊRÊMÀGBÒ

Èyí tí n gbé ogun re ogun àgbéfò oníke
Quién iba a luchar contra àgbéfò oníke

Çbô ni wón ní köwá múnse
Se le pidió que hiciera sacrificio

Wón ní tó bá rúbô tán
Dijeron que después de terminar el sacrificio

Asô ôrùn rê ni kófi rúbô
Debería sacrificar el paño que puso

ÒSÁLÁ Kõràn êwu dúdé
ÒSÁLÁ detestaba el paño negro

Ilé logun baba ti bàjë lô
ÒSÁLÁ comenzó a perder la batalla de casa.

Ọbàtálá y su misión

Ọbàtálá un día fue enviado por Elédùmárè para hacer del mundo un lugar para todas las criaturas.
Ọbàtálá es el líder de todos los Orisa y fue por esta razón que él fue elegido para este propósito. El segundo al mando de esta misión fue Oduduwa.
Antes de aventurarse los dos Orisa pidieron la adivinación de Ifá en el cielo, para que sepa a ciencia cierta lo que harían: el sacerdote les dijo para ofrecer el sacrificio con un camaleón, una gallina con cinco patas y una paloma.
Ọbàtálá se negó a ofrecer el sacrificio, mientras que Oduduwa se comprometió a ofrecerlo. Aún no había terminado, Ọbàtálá se preparaba con la bolsa llena con el material necesario para la tarea (la bolsa se le dio a él por Elédùmárè) y sin esperar a que su pareja se reunió con los otros Orisa y se fue a su misión.
Después de muchos días de viaje, Ọbàtálá sentía terriblemente cansado y sediento y, al ser el más poderoso de todos los Orisa, ordenó que de una palmera empezó a brotar agua y así fue. Ọbàtálá se bebió y se apagó su sed y continuó el viaje con su grupo. En poco tiempo decidió descansar y se durmió.
Mientras tanto Odùduwà concluyó el ritual de sacrificio y aún no sabía que Ọbàtálá y los otros ya habían embarcado en el viaje; se dirigió inmediatamente por Elédùmárè porque el sacerdote le había dicho que antes de iniciar el viaje tendría que ofrecer un sacrificio también para Ìmòrun Olodumare. Cuando llegó, Elédùmárè le preguntó por qué no estaba ya en el camino, y él explicó todo y también descubrió que Ọbàtálá se había olvidado de traer al Ilẹ̀.
Odùduwà tomado Ilẹ̀ se fue en busca del líder de todos los Orisa. Se encontró en su viaje los demonios que le dijeron que Ọbàtálá se había quedado dormido: Odùduwà lo encontró y, sin despertarle, tomó su bolsa y volvió a Elédùmárè y le dijo que Ọbàtálá había olvidado su bolsa en algún lugar antes de ir a dormir, por esta razón que tenía la bolsa con él.
Elédùmárè dio el cargo a Oduduwa para crear la tierra y así lo hizo: él sacrificó una paloma y dejó la gallina de cinco patas para que se despersa la tierra en todas partes. Para asegurarse de que el mundo era seguro y no podria colapsar, envió el camaleón gigante y al ver que no pasó nada, sabía que la tierra era seguro.
Mientras todo esto se concluye, Ọbàtálá se despertó de su sueño y no vio a nadie a su alrededor. Molesto èl fue por Elédùmárè a quejarse, pero él le preguntó por qué se había quedado dormido. Ọbàtálá le dijo que había bebido demasiado vino de palma y prometió beber nunca más.
Elédùmárè le ordenó a dar forma a la cabeza y otras partes del cuerpo humano con el fin de crear seres humanos en los que Elédùmárè entonces sería transferir el espíritu.

Todo lo que ha leído es un extracto del libro The Unabridged Book of Taboo, por Prince Ifaleke Babalola, que yo estoy traduciendo al italiano y portugués.
Puede ponerse en contacto con nosotros sin compromiso para obtener más información o para hacer una adivinación de Ifá o adivinación de Ọbàtálá.

Iyami Osoromaniga

ipese

By Babalawo Ifaseun, Oluwo Ifaleke, Omo awo Ifawumi

uk1 The Iyami are supernatural women who have been blessed by Eledumare with a great power which can be seen in the Odu Ifa Osetua, where it is written: anyone who makes a plan by excluding from it the ideas of the women, must know that their plan is intended to fail. In the Odu Ifa Osetua is told that man alone can not be complete and that if underestimate the will of Iyami will never achieve their goals. In addition, Iyami (the Great Mothers witches) will not cause harm to man except what man causes himself.
Iyami Osoromaniga are the Great Mothers witches whose power is infinite and therefore useful for any purpose; the work that the Babalawo or the Iyanifa going to play will be classified in colors: Dudu (black) to obtain victory and defeat enemies; Pupa (red), FunFun (White) to obtain blessings, Ayrin (lightblue) for protection, and so on. For each Babalawo and Iyanifa is very important to offer Ipese to Iyami.
In many claim that the initiation in Iyami does not exist or can not be possible… Because, you see, the initiation into Iyami is the most secret initiation of all. Yet there are several ways to initiate in the Iyami Society, through rituals and also by inheritance.
Our initiation lasts three days and is called Imule Agba, a very tough ritual that few can withstand. In conclusion to this initiation ritual, if the person has been able to deal with it then they will be able to meet Iyami.
At this ritual can submit anyone who desires, woman or man, and for different reasons: some in Nigeria do so because they need help, because they have to flee situations of embarrassment or danger, others do it for hereditary issues,  sometimes this can be seen through Ifa divination.
In the Ifa Religion it is not mandatory to initiate in Iyami… But when you see with your own eyes the blessings of Iyami it is something that will not make you go back.
We can not go further than that so now we will explain how to pray the Iyami without being initiate waiting perhaps for a future initiation.
The best time for prayer is in the evening, at midnight: the Iyami eat willingly Okete, a big rat that you can find in Nigeria. Iyami accept the prayers of any kind, for any help. The best offer is made by the Ipese which, contrary to Ebo (which is an offer made to remove the negativity as recommended in the Odu Ifa), is a gift, a gift to the Great Mothers witches to honor them and to ask for advice and help. The original Ipese is done only by Babalawo or Iyanifa and includes food and other materials over the Okete.
With Okete the Iyami will be sufficiently satisfied and will listen to your prayer.

In the Odu Ifa Osa Meji:
Ẹ̀lá wẹ̀rẹ́ awo òwú lódífáfún òwú
Nijọ owo n bẹ laarin ẹlẹyẹ
ẹbọ ní woń ní kọwa se
ọ́gbẹ́’bọ órúbọ, ógbérù ótèrù
Àwon akítípá lawo ilé
Gbòngbò yakata lawo òde
Awon lódífáfún Ọ̀rúnmìlà
Níjọ́ ogun ẹlẹyẹ jàdé
ẹbọ ni wón ni ki baba ówáse
baba gbẹ́’bọ órúbọ, ógbérù ótèrù
àda Òrìsà ni eheè, àdá sekete
Ọwọ mi o, àdá Òrìsà ni ehèé

Ẹ̀lÀ WẸ̀RẸ́ the ÒWÚ spirit
Ifa Divination was made for ÒWÚ
In the day in which ÒWÚ was disturbed by the earth’s people
He was advised to offer sacrifice
He offered it
ALÁKÍTÍPÁ the spirit of the house
GBÒNGBÒ YÀKÀTÀ the spirit of the outside
They made Ifá Divination for Ọ̀rúnmìlà
On the day that began the war of the witches.
He was advised to offer the sacrifice
Ọ̀RÚNMÌLÀ did it
This is the cutlass of ÒRÌSÀLA, the small cutlass
Hold my hand, this is the cutlass of Òrìsálá

Now we are going to explain this verse of the Odu Ifa Osa Meji, as written in the book The Unabridged Book of Taboo, by Prince Babalola Ifaleke (waiting to be published in English, Italian and Portuguese).
Owu visited Orunmila to ask an Ifá divination because of his people were not defeated by the witches, who were killing his children. Orunmila said to Owu to offer the sacrifice. He also said that after the sacrifice he should go to Òrìsálá to ask for further explanations by offering snails and ten yards of white cloth, and do not eat dog meat as dog meat is prohibited to Òrìsálá.
Owu did so, he showed up with snails and ten yards of cloth to Òrìsálá and he asked him the reason for such offers.
Owu replied that his children were killed by the earth’s people and that he was the only one able to protect him from the witches. Òrìsálá immediately called his son, Salako, and sent him to announce to everyone that no witch, big or small it might be, would never killed the Owu people: whatever witch disobeyed, they would have had no peace.

When witches heard the words of Òrìsálá they became furious and sent their son to tell everyone that:

Olórítoké river of witches
Olórìtokà river of witches
Òrìsálá can not fetch from them the water he uses for his beautification ritual.

Òrìsálá used the waters of those rivers every five days for the beautification sacrifice and when he learned that witches prevented him to fetch the water, he remained very surprised but, on the other hand, he had spoken to his will, and so the witches did.
It was that way that the hunchback, the albino and the lame were transformed into other beings.
Òrìsálá when he learned that those people had been transformed from earthly mothers he became very angry and decided to go to the river to fight against witches.
He arrived at the river and unleashed a war against witches and used his axe to cut off their arms and legs and so he defeated them.
The axe used by the god against witches is spiritually called ÀDÁSÀ or ÀDÁÒRÌSÀ.
The day after the battle the witches from all over the world made their way to Òrìsálá home singing various songs, such as:

If we see Òrìsálá we will swallow him
If we will see Salako he will be swallowed
If we see Òrìsàwálé we will kill him

After Òrìsálá heard this song he went to the place where he kept the axe he had used to defeat the witches, but when he discovered that their people was more numerous than he could deal with, he decided to take his children and leave by the other side of the house.
He came to the house of Egungun. They asked him what it was chasing and Òrìsálá explained everything. He had not finished yet that he heard the song of the witches but did not take it seriously. He sent four people to get the water to make soap; the first to go was the hunchback, then the albino, the third was the dwarf, and finally the lame.
These four slaves were sent by Òrìsálá to fetch water; when Albino came to the river the witches tore the container and broke it on his head: that was how the albino became albino, because the witches broke the pumpkin on his head.

The same thing happened to the hunchback, who saw breaking on his head the container for the water so that it formed another bump on the side and one in front and one behind.
That’s why we pay tribute to these four people especially when we want to take a ritual bath for Iyawo Ifa to the river, because they are divinities.
Song:

I pay tribute to the hunchback
I pay tribute to the lame
I pay tribute to the albino
House of gods
A salute to the dwarf
Before we take a bath at the river

Continuing on with the verse:

If we see Ọjẹdòkun we devour him
If we run into Ọjẹwálé we will swallow him
And if Ọjẹbùnmi will be seen we will turn him upside down

So it was that the witches promised to swallow all the sons of Egungun.

At that point Òrìsálá and Egungun went to Sango to inform him about their experience with the witches. Immediately he heard the song of the witches turned to the children of Sango.
Wasting no more time, they all went to Orunmila because he was the only Òrìsàmole which could be able to figure out what to do with the witches. Before they came Orunmila had consulted Ifa for advice about the attack of the witches; he had to cook white pounded beans and spread them around the house to protect themselves from the earth’s people. Òrìsálá, when he came to the house of Orunmila, asked him what could do the chief of the priests, and when he began to explain he heard the voice of the witches singing:

If we see Amosun he will be swallowed
If we meet Amore he will be devoured
And the same will happen to Falade and Opelade

Orunmila immediately offered the sacrifice to prevent them from reaching his house and thereby defeated them.
It was because of these facts that some were deformed, others died, and those who remained begged forgiveness and obtained it by Orunmila. Òrìsálá, to thank him, gave him the axe called ÀDÁSÀ or ÀDÁÒRÌSÀ that Babalawo put in front of Ifa.

Carefully observing the direction of this Odu Ifa we understand that Owu is Òrìsálá/Obatala. The children of this Odu Ifa must stay away from Obatala taboo, such as dog meat, palm wine, blacks clothes.

 

italy1 Le Iyami sono donne soprannaturali che sono state benedette da Eledumare con un grande potere che può essere visto nell’Odu Ifa Osetua, in cui è scritto: chiunque faccia un piano escludendo da esso le idee delle donne, sappia che il suo piano è destinato a fallire. Nell’Odu Ifa Osetua viene detto che l’uomo da solo non può essere completo e che se sottovaluta il volere di Iyami non potrà mai raggiungere i propri obiettivi. Inoltre, le Iyami (le Grandi Madri streghe) non causeranno del male all’uomo se non quello che l’uomo causa a sé stesso.
Iyami Osoromaniga sono le Grandi Madri streghe il cui potere è infinito e quindi utile ad ogni scopo; il lavoro che il Babalawo o la Iyanifa andranno a svolgere verrà classificato in colori: Dudu (nero) per ottenere vittoria, sconfiggere i nemici; Pupa (rosso), Funfun (Bianco) per ottenere benedizioni, Ayrin (azzurro) per protezione, e via dicendo. Per ogni Babalawo e Iyanifa è molto importante offrire Ipese alle Iyami.
In molti affermano che l’iniziazione a Iyami non esiste o non è possibile… Perché vedete, l’iniziazione a Iyami è la più segreta iniziazione tra tutte. Eppure esistono più modi di iniziarsi alle Iyami, tramite rituali e anche per via ereditaria.
La nostra iniziazione dura tre giorni e prende il nome di Imule Agba, un rituale molto duro che pochi sono in grado di sopportare. In conclusione a questo rituale iniziatico, se la persona è stata in grado di affrontarlo allora sarà in grado di incontrare Iyami.
A questo rituale può sottoporsi chiunque lo desideri, donna o uomo, e per diverse ragioni: alcuni in Nigeria lo fanno perché hanno bisogno di aiuto, perché devono fuggire a situazioni di imbarazzo o di pericolo, altri ancora lo fanno per questioni ereditarie a volte anche scoperte tramite divinazione di Ifa.
Nella Religione di Ifa non è affatto obbligatorio iniziarsi ad Iyami, tutt’altro… Ma vedere con i propri occhi le benedizioni delle Iyami è qualcosa che non ti farà più tornare indietro.
Non possiamo spingerci più in là di così perciò ora vi spiegheremo come pregare le Iyami senza essere iniziati in attesa magari di una futura iniziazione.
Il momento migliore per la preghiera è la sera, a mezzanotte: le Iyami mangiano volentieri Okete, un grande ratto che si trova in Nigeria. Le Iyami accettano preghiere di qualunque tipo, per qualsiasi aiuto. La migliore offerta è fatta tramite l’Ipese che, contrariamente all’Ebo (che è una offerta fatta per rimuovere la negatività come consigliato negli Odu Ifa), è un regalo, un dono alle Grandi Madri streghe per onorarle e per chiedere consiglio e aiuto. L’Ipese originale viene svolto solo dal Babalawo o dalla Iyanifa e comprende altri cibi e materiali oltre all’Okete.
Con Okete le Iyami saranno sufficientemente soddisfatte e ascolteranno la tua preghiera.

Nell’Odu Ifa Osa Meji:
Ẹ̀lá wẹ̀rẹ́ awo òwú lódífáfún òwú
Nijọ owo n bẹ laarin ẹlẹyẹ
ẹbọ ní woń ní kọwa se
ọ́gbẹ́’bọ órúbọ, ógbérù ótèrù
Àwon akítípá lawo ilé
Gbòngbò yakata lawo òde
Awon lódífáfún Ọ̀rúnmìlà
Níjọ́ ogun ẹlẹyẹ jàdé
ẹbọ ni wón ni ki baba ówáse
baba gbẹ́’bọ órúbọ, ógbérù ótèrù
àda Òrìsà ni eheè, àdá sekete
Ọwọ mi o, àdá Òrìsà ni ehèé

Ẹ̀lÀ WẸ̀RẸ́ lo spirito di ÒWÚ
Fu fatta la divinazione di Ifa per ÒWÚ
Nel giorno in cui ÒWÚ fu disturbato dalla gente terrestre
Gli fu consigliato di offrire il sacrificio
Lo offrì
ALÁKÍTÍPÁ lo spirito della casa
GBÒNGBÒ YÀKÀTÀ lo spirito dell’esterno
Essi fecero la divinazione di Ifá per Ọ̀rúnmìlà
Nel giorno in cui iniziò la guerra alle streghe.
Egli fu avvisato di offrire il sacrifico
Ọ̀RÚNMÌLÀ lo fece
Questa è l’arma da taglio di ÒRÌSÀLA, la piccola arma da taglio
Afferra la mia mano, questa è l’arma da taglio di Òrìsálá

Spieghiamo ora questo verso dell’Odu Ifa Osa Meji, come scritto nel libro The Unabridged Book of Taboo, di Prince Ifaleke Babalola (in attesa di essere pubblicato in lingua inglese, italiano e portoghese).
ÒWÚ visitò Ọ̀rúnmìlà per chiedere la divinazione di Ifá perché la sua gente non venisse sconfitta dalle streghe, poiché esse stavano uccidendo i sui figli. Ọ̀rúnmìlà disse a ÒWÚ di offrire il sacrificio. Disse inoltre che dopo il sacrificio sarebbe dovuto andare da Òrìsálá a chiedere ulteriori spiegazioni offrendogli lumache e dieci iarde di stoffa bianca, e di non mangiare carne di cane poiché la carne di cane è vietata a Òrìsálá.
ÒWÚ così fece, si presentò con lumache e dieci iarde di stoffa da Òrìsálá ed egli gli chiese il motivo di tali offerte.
ÒWÚ rispose che i suoi figli venivano uccisi dalla gente terrestre e che egli era l’unico in grado di proteggerlo dalle streghe. Òrìsálá chiamò immediatamente suo figlio, Sàlàkọ́, e lo mandò ad annunciare a tutti che nessuna strega, grande o piccola che fosse, avrebbe più potuto uccidere la gente di ÒWÚ: qualunque strega avesse disobbedito, non avrebbe più avuto pace.
Quando le streghe udirono le parole di Òrìsálá si infuriarono e mandarono il loro figlio a dire a tutti che:

Olórítoké fiume delle streghe
Olórìtokà fiume delle streghe
Òrìsálá non potrà più raccogliere da essi le acque che usa per il suo rituale di abbellimento.

Òrìsálá usava le acque di quei fiumi ogni cinque giorni per il sacrificio di abbellimento e quando seppe che le streghe glielo impedivano restò molto sorpreso ma, d’altro canto, egli aveva pronunciato il suo volere e così le streghe.
Fu così che il gobbo, l’albino e lo zoppo si trasformarono in altri esseri.
Quando Òrìsálá seppe che quelle persone erano state trasformate dalle madri terrestri si arrabbiò molto e fuori di sé andò al fiume a combattere contro le streghe.
Arrivato al fiume scatenò una guerra contro le streghe ed usò la sua ascia per tagliare loro gambe e braccia e così le sconfisse.
L’ascia usata dalla divinità contro le streghe viene spiritualmente chiamata ÀDASÀ o ÀDÁÒRÌSÀ.
Il giorno seguente alla battaglia tutte le streghe del mondo si diressero alla casa di Òrìsálá cantando diverse canzoni, come:

Se vedremo Òrìsálá lo inghiottiremo
Se vedremo Sàlàkọ́ sarà inghiottito
Se vedremo Òrìsàwálé lo ammazzeremo

Dopo che Òrìsálá ebbe udito queste canzoni si recò al luogo dove teneva l’ascia che aveva usato per sconfiggere le streghe ma, quando scoprì che la loro gente era più numerosa di quanto avrebbe potuto affrontare, decise di prendere i suoi figli e uscire dalla parte opposta della casa.
Arrivò così alla casa degli Egúngún. Essi gli chiesero che cosa lo stesse inseguendo e Òrìsálá gli spiegò ogni cosa. Non aveva ancora finito di raccontare che di nuovo udì la canzone delle streghe ma non la prese sul serio. Mandò quattro persone a prendere l’acqua per fare il sapone; il primo ad andare fu il gobbo, poi l’albino, il terzo fu il nano e infine lo zoppo.
Questi quattro schiavi furono mandati da Òrìsálá a prendere l’acqua; quando l’Albino arrivò al fiume le streghe gli strapparono il contenitore di mano e lo ruppero sulla sua testa: fu così che l’albino diventò albino, perché le streghe ruppero sulla sua testa la zucca.
Lo stesso accadde al gobbo, che si vide rompere sulla testa il contenitore per l’acqua così che gli si formò un’altra gobba a lato e una davanti e una dietro.
Ecco perché rendiamo omaggio a queste quattro persone specialmente quando vogliamo fare un bagno rituale per Iyawo Ifa al fiume, perché per noi sono divinità.

Canzone:
Rendo omaggio al gobbo
Rendo omaggio allo zoppo
Rendo omaggio all’albino
Casa della divinità
Un saluto al nano
Prima di fare un bagno al fiume

Tornando al verso dell’Odu Ifa:

Se vediamo Ọ̀jẹ́dòkun lo divoriamo
Se ci imbattiamo in Ọ̀jẹ́wálé lo inghiottiamo
E se Ọ̀jẹ́bùnmi verrà visto lo ribaltiamo

Così fu che le streghe promisero di ingoiare tutti i figli degli Egúngún.

A quel punto Òrìsálá e Egúngún andarono a informare Sàngó della loro esperienza con le streghe. Immediatamente si udì la canzone delle streghe rivolta ai figli di Sàngó.
Senza perdere ulteriore tempo, andarono tutti da Ọ̀rúnmìlà perché nessun altro Òrìsàmole poteva essere in grado di capire come fare con le streghe. Prima ancora Ọ̀rúnmìlà aveva consultato Ifa per avere un consiglio circa l’attacco delle streghe; ciò che doveva fare era cucinare fagioli bianchi macinati e spargerli intorno alla casa per proteggersi dalla gente terrestre. Quando Òrìsálá arrivò alla casa di Ọ̀rúnmìlà gli chiese cosa poteva fare il capo dei sacerdoti, e quando egli iniziò a spiegare si udì la voce delle streghe che cantavano:

Se vediamo Amosun dovrà essere inghiottito
Se incontreremo Amore dovrà essere divorato
E lo stesso accadrà a Falade e Opelade

Ọ̀rúnmìlà offrì immediatamente il sacrificio per impedire loro di raggiungere la sua casa e con ciò le sconfisse.
Fu a causa di questi fatti che alcune furono deformate, altre morirono e quelle rimaste implorarono il perdono e lo ottennero da Ọ̀rúnmìlà. Per ringraziarlo Òrìsálá gli regalò l’ascia chiamata ÀDASÀ o ÀDÁÒRÌSÀ che il Babalawo mette di fronte a Ifa.

Osservando attentamente il verso di questo Odu Ifa comprendiamo che Owu è Òrìsálá/ Obàtálá. I figli di questo Odu Ifa devono stare lontani dai taboo di Obàtálá, quali carne di cane, vino di palma, abiti neri.

 

bra1 As Iyami são mulheres sobrenaturais que foram abençoadas por Eledumare com um grande poder que pode ser visto no Odu Ifa Osetua, onde está escrito: quem faz um plano, excluindo dele as ideias das mulheres, há de saber que seu plano se destina a falhar. No Odu Ifa Osetua é dito que o homem sozinho não pode ser completo e que se não se submeter à vontade das Iyami nunca vai atingir seus objetivos. Além disso, Iyami (as grandes mães bruxas) não irão causar dano ao homem, exceto o dano que o homem faz a si mesmo.
Iyami Osoromaniga são as grandes mães bruxas cujo poder é infinito e, portanto, útil para qualquer finalidade; o trabalho que o Babalawo ou a Iyanifa vão fazer será classificado nas cores: Dudu (preto) para obter a vitória, derrotar inimigos; Pupa (vermelho), funfun (Branco) para obter bênçãos, Ayrin (azul claro) para a proteção, e assim por diante. Para cada Babalawo e Iyanifa é muito importante oferecer Ipese para Iyami.
Em muitos afirmam que a iníciação em Iyami não existe ou não pode ser feita… Porque vejam, a iniciação em Iyami é a mais segreda iniciação entre todas. No entanto, existem várias maneiras de ser iniciado em Iyami, através de rituais e também por herança.
Nossa iniciação dura três dias e é chamada de Imule Agba, um ritual muito difícil que poucos podem resistir. Em conclusão a este ritual de iniciação, se a pessoa tem sido capaz de lidar com ela, então vai ser capaz de atender as Iyami.
Neste ritual pode se submeter qualquer um que deseja, mulher ou homem, e por razões diferentes: alguns na Nigéria o fazem porque eles precisam de ajuda, porque eles têm de fugir de situações de embaraço ou perigo, outros o fazem por questões hereditárias, por vezes, descobertas através da adivinhação de Ifa.
No Religião de Ifa não é obrigatório ser iniciados em Iyami, muito pelo contrario… Mas ao ver com seus próprios olhos as bênçãos de Iyami é algo que não vai fazer você voltar atras.
Não podemos ir mais longe do que isso, portanto agora vamos explicar como rezar Iyami sem ser iniciado, na esperança talvez de uma iniciação futura.
O melhor tempo para a oração é à noite, à meia-noite: Iyami comem com prazer Okete, um grande rato que se encontra na Nigéria. Iyami aceitam as orações de qualquer tipo, por qualquer ajuda. A melhor oferta é feita pelo Ipese que, ao contrário do Ebo (que é uma oferta feita para remover a negatividade como recomendado nos Odu Ifa), é um dom, um presente para as grandes mães bruxas para honrá-las e pedir conselhos e ajuda. O Ipese original é feito apenas por Babalawo ou Iyanifa e inclui alimentos e outros materiais além do Okete.
Com Okete Iyami será suficientemente atendida e vai ouvir a sua oração.

No Odu Ifa Osa Meji:
Ẹ̀lá wẹ̀rẹ́ awo òwú lódífáfún òwú
Nijọ owo n bẹ laarin ẹlẹyẹ
ẹbọ ní woń ní kọwa se
ọ́gbẹ́’bọ órúbọ, ógbérù ótèrù
Àwon akítípá lawo ilé
Gbòngbò yakata lawo òde
Awon lódífáfún Ọ̀rúnmìlà
Níjọ́ ogun ẹlẹyẹ jàdé
ẹbọ ni wón ni ki baba ówáse
baba gbẹ́’bọ órúbọ, ógbérù ótèrù
àda Òrìsà ni eheè, àdá sekete
Ọwọ mi o, àdá Òrìsà ni ehèé

 
Ẹ̀lÀ WẸ̀RẸ́ o espirito de ÒWÚ
Foi feita a adivinhação para ÒWÚ
No dia em que ÒWÚ foi perturbado pelas pessoas da terra
Lhe foi aconselhado oferecer o sacrificio
Ele o ofereceu
ALÁKÍTÍPÁ o espirito da casa
GBÒNGBÒ YÀKÀTÀ o espirito do externo
Eles fizeram a adivinhação de Ifá para Orunmila
No dia em que começou a guerra das bruxas
Ele foi aconselhado a oferecer o sacrifício
Orunmila o fez
Esta é a arma para cortar de ÒRÌSÀLA, a pequena arma para cortar
Pegue minha mão, esta é a arma para cortar de Òrìsálá

Agora vamos explicar este verso do Odu Ifa Osa Meji, como está escrito no livro The Unabridged Book of Taboo, por Prince Ifaleke Babalola (à espera de ser publicado em Inglês, Italiano e Português).
Owu visitou Orunmila para pedir a adivinhação de Ifa porque seu povo não fosse derrotado pelas bruxas, que estavam matando seus filhos. Orunmila disse a Owu para oferecer sacrifício. Ele também disse que, após o sacrifício, ele deveria ir até Òrìsálá para pedir mais explicações, oferecendo caracóis e dez jardas de pano branco, e não comer carne de cachorro como carne de cachorro é proibida a Òrìsálá.
Owu fez isso, ele apareceu com caracóis e dez jardas de pano para Òrìsálá e ele perguntou-lhe a razão para tais ofertas.
Owu respondeu que seus filhos foram mortos por pessoas da terra e que ele era o único capaz de protegê-lo das bruxas. Òrìsálá imediatamente chamou seu filho, Salako, e enviou-o para anunciar a todos que nenhuma bruxa, grande ou pequena que fosse, nunca mais teria que matar as pessoas de OWU: qualquer bruxa que desobedeceria, que ela não ia ter paz.
Quando as bruxas ouviram as palavras de Òrìsálá ficaram furiosas e enviaram seu filho para dizer a todos que:

Olórítoké o rio das bruxas
Olórìtokà o rio das bruxas
Òrìsálá não pode recolher neles a água que ele usa para o seu ritual de embelezamento.

Òrìsálá usava as águas daqueles rios a cada cinco dias para o sacrifício de embelezamento e quando soube que as bruxas impediam o utilizo ficou muito surpreso mas, por outro lado, ele tinha falado com sua vontade, e assim as bruxas.
Foi assim que o corcunda, o albino e o coxo foram transformados em outros seres.
Òrìsálá quando soube que aquelas pessoas tinham sido transformado pelas mães terrestres tornou-se muito irritado e fora de si foi para o rio para lutar contra as bruxas.
Ele chegou ao rio e desencadeou uma guerra contra as bruxas e usou seu machado para cortar seus braços e pernas, derrotando assim as bruxas.
O machado usado pelo deus contra as bruxas é espiritualmente chamado ÀDÁSÀ ou ÀDÁÒRÌSÀ.
No dia seguinte à batalha as bruxas de todo o mundo fizeram o seu caminho para a casa de Òrìsálá cantando várias canções, tais como:

Se vemos Òrìsálá o engolimos
Se vamos Salako ele será engolido
Se formos ver Òrìsàwálé o vamos matar

Após Òrìsálá ouviu essas músicas foi para o lugar onde ele guardava o machado que ele tinha usado para derrotar as bruxas, mas quando descobriu que o povo delas era mais numeroso do que ele poderia lidar, ele decidiu levar seus filhos saindo pelo lado oposto da casa.
Ele saiu para a casa de Egúngún. Eles lhe perguntaram o que o estava perseguindo e Òrìsálá explicou tudo. Ele não tinha terminado de contar que ouviu novamente o canto das bruxas, mas não levou a sério. Ele enviou quatro pessoas para obter a água para fazer sabão; o primeiro a sair foi o corcunda, em seguida, o albino, o terceiro foi o anão, e finalmente o coxo.
Estes quatro escravos foram enviados por Òrìsálá para buscar água; quando o Albino chegou ao rio para recolher a água as bruxas rasgaram o recipiente e o quebraram na cabeça dele: foi assim que o albino se tornou albino, porque as bruxas quebraram a abóbora na cabeça dele.

A mesma coisa aconteceu com o corcunda, que viu quebrar na propria cabeça o recipiente para a água, tanto que ficou com uma outra corcova no lateral e uma na frente e uma outra atrás.
É por isso que prestamos homenagem a estas quatro pessoas, especialmente quando queremos tomar um banho ritual para Iyawo Ifa no rio, porque eles são divindades.

Canção:
Presto homenagem ao corcunda
Presto homenagem para o coxo
Presto homenagem ao albino
Casa de deuses
Uma saudação ao anão
Antes de tomar um banho no rio

Voltamos agora ao Odu Ifa:

Se nós vermos Ọjẹdòkun o vamos devorar
Se nos deparamos com Ọjẹwálé o vamos engolir
E se Ọjẹbùnmi vai ser visto o viramos de cabeça para baixo

Foi assim que as bruxas prometeram engolir todos os filhos de Egungun.
Nesse ponto Òrìsálá e Egungun foram até Sango para informa-lo sobre sua experiência com bruxas. Imediatamente se ouviu a música das bruxas contra os filhos de Sango.
Sem perder mais tempo, todos eles foram para Orunmila porque ele era o unico Òrìsàmole que poderia ser capaz de descobrir como lidar com as bruxas. Mesmo antes Orunmila havia consultado Ifa para aconselhamento sobre o ataque das bruxas; o que ele tinha que fazer era cozinhar feijão branco moido e espalhá-los em torno da casa para se proteger de pessoas da terra. Òrìsálá quando ele veio para a casa de Orunmila lhe perguntou o que poderia fazer sendo ele o chefe dos sacerdotes, e quando ele começou a explicar imediatamente ouviu a voz das bruxas cantando:

Se vemos Amosun deverá ser engolido
Se nos encontrarmos Amore ele vai ser devorado
E o mesmo vai acontecer com Falade e Opelade

Orunmila imediatamente ofereceu o sacrifício para impedir com que as bruxas chegassem até sua casa e o derrotassem.
Foi por causa desses fatos que algumas foram deformadas, outras morreram, e aquelas que permaneceram imploraram perdão e o obteram por Orunmila. Òrìsálá para agradecer-lhe deu-lhe o machado chamado ÀDASÀ ou ÀDÁÒRÌSÀ que o Babalawo coloca na frente de Ifa.
Observando cuidadosamente a direção deste Odu Ifa entendemos que Owu é Òrìsálá/Obatalá. Os filhos deste Odu Ifa devem ficar longe dos taboos de Obatalá, tais como carne de cachorro, vinho de palma, roupas pretas.

 

spagna Las Iyami son mujeres sobrenaturales que han sido bendecidas por Eledumare con gran poder que puede ser visto en el Odu Ifa Osetua, donde está escrito: cualquier persona que presente un proyecto al excluir de elle las ideas de las mujeres, tienes que saber que su proyecto está destinado a fallar. En el Odu Ifa Osetua se les dice que el hombre por sí solo no puede ser completo y que si hay que subestimar la voluntad de Iyami nunca va a conseguir sus objetivos. Además, Iyami (las grandes madres brujas) no causará ningún daño al hombre, sino lo que el hombre hace a sí mismo.
Iyami Osoromaniga son las grandes madres brujas cuyo poder es infinito y, por tanto, útil para cualquier propósito; el trabajo que el Babalawo o la Iyanifa va a jugar será clasificado en colores: Dudu (negro) para obtener la victoria, la derrota de los enemigos; Pupa (rojo), Funfun (blanco) para obtener bendiciones, Ayrin (azul claro) para la protección, y así sucesivamente. Para cada Babalawo y Iyanifa es muy importante ofrecer a Ipese a Iyami.
En muchos afirman que la iniciación en Iyami no existe o no puede ser hecha… Porque ves, la iniciación en las Iyami es la iniciación mas secreta de todas. Sin embargo, hay varias formas de iniciar la Iyami, a través de los rituales y también por herencia.
Nuestra iniciación dura tres días y se llama Imule Agba, un ritual muy difícil que pocos pueden resistir. En conclusión a este ritual de iniciación, si la persona ha sido capaz de tratar con él, entonces será capaz de cumplir con Iyami.
En este ritual puede presentar cualquier persona que desee, hombre o mujer, y por diferentes razones: algunos en Nigeria, lo hacen porque necesitan ayuda, porque tienen que huir de situaciones de vergüenza o peligro, otros lo hagan por cuestiones hereditarias veces descubrimientos a través de la adivinación de Ifa.
En la Religión de Ifá no es obligatorio de se iniciar en las  Iyami… Pero ver con sus propios ojos las bendiciones de Iyami es algo que no le hará volver.
No podemos ir más allá de eso por lo que ahora vamos a explicar cómo rezar Iyami sin ter iniciados en ellas, esperando tal vez una futura iniciacion.
El mejor momento para la oración es por la tarde, a medianoche: la Iyami comen voluntariamente Okete, una rata grande que se encuentra en Nigeria. Iyami acepta las oraciones de cualquier tipo, por cualquier ayuda. La mejor oferta es hecha por el Ipese que, a diferencia del Ebo (que es una oferta hecha para quitar la negatividad como se recomienda en el Odu Ifa), es un regalo, un regalo para las grandes madres brujas en honor a ellas y pedir consejo y ayuda. El Ipese original se hace solamente por Babalawo o Iyanifa e incluye alimentos y otros materiales sobre al Okete.
Con el Okete Iyami estará suficientemente satisfecha y se escuchará su oración.

En el Odu Ifa Osa Meji:
Ẹ̀lá wẹ̀rẹ́ awo òwú lódífáfún òwú
Nijọ owo n bẹ laarin ẹlẹyẹ
ẹbọ ní woń ní kọwa se
ọ́gbẹ́’bọ órúbọ, ógbérù ótèrù
Àwon akítípá lawo ilé
Gbòngbò yakata lawo òde
Awon lódífáfún Ọ̀rúnmìlà
Níjọ́ ogun ẹlẹyẹ jàdé
ẹbọ ni wón ni ki baba ówáse
baba gbẹ́’bọ órúbọ, ógbérù ótèrù
àda Òrìsà ni eheè, àdá sekete
Ọwọ mi o, àdá Òrìsà ni ehèé

Ẹ̀lÀ WẸ̀RẸ́ el espirito de ÒWÚ
Fue hecha la adivinación de Ifa para ÒWÚ
En el dia en que ÒWÚ fue perturbado por la gente de la tierra
Se le aconsejó ofrecer sacrificio
Lo ofreció
ALÁKÍTÍPÁ el espiritu de la casa
GBÒNGBÒ YÀKÀTÀ el espiritu de fuera
Hicieron la adivinación de Ifá para Orunmila
El día en que se inició la guerra de las brujas.
Se le aconsejó ofrecer el sacrificio
Orunmila hizo
Esta es la arma para cortar de ÒRÌSÀLA, la pequeña arma para cortar
Coge mi mano, esta es la arma para cortar de Òrìsálá

Ahora se explica este verso del Odu Ifa Osa Meji, como está escrito en el libro The Unabridged Book of Taboo, por Prince Ifaleke Babalola (en espera de ser publicado en Inglés, italiano y portugués).
Owu visitó Orunmila a pedir la adivinación de Ifá porque su gente no fueran derrotadas por las brujas, porque estaban matando a los niños. Orunmila dice a Owu para ofrecer sacrificio. También dice que después del sacrificio que debe ir a Òrìsálá para pedir más explicaciones y tienes que lle ofrecer caracoles y diez yardas de tela blanca, y no comer carne de perro como carne de perro está prohibida a Òrìsálá.
Owu lo hizo, se presentó con caracoles y diez yardas de tela para Òrìsálá que le preguntó la razón de este tipo de ofertas.
Owu respondió que sus hijos fueron asesinados por la gente de la Tierra y que él era el único capaz de protegerlo de las brujas. Òrìsálá llamó de inmediato a su hijo, Salako, y lo envió a anunciar a todos que ninguna bruja, grande o pequeña que sea, nunca habría muerto al pueblo de Owu: la bruja quelo desobedeció, ella no habría tenido paz.
Cuando las brujas escucharon las palabras de Òrìsálá se enfurecieron y enviaron a su hijo para decirle a todos que:

Olórítoké el río de las brujas
Olórìtokà el río de las brujas
Òrìsálá no se puede deducir de ellos la agua que utiliza para su ritual de embellecimiento.

Òrìsálá utiliza las aguas de esos ríos a cada cinco días para el sacrificio de embellecimiento y cuando supo que las brujas le impidieron quedó muy sorprendido, pero, por otro lado, ele había hablado con su voluntad, y así las brujas.
Así fue que el jorobado, el albino y el cojo fueron transformados en otros seres.
Òrìsálá cuando supo que esas personas habían sido transformadas por las madres en la tierra se volvió muy enojado y fuera de sí fue al río para luchar contra las brujas.
Llegó al río y desencadenó una guerra contra las brujas y utilizó su hacha para cortar los brazos y las piernas y así derrotó las brujas.
La hacha utilizada por el dios contra las brujas se llama espiritualmente ÀDÁSÀ o ÀDÁÒRÌSÀ.
Al día siguiente de la batalla las brujas de todo el mundo se dirigieron en la casa de Òrìsálá cantando varias canciones, tales como:

Si vemos Òrìsálá lo comemos
Si vamos a ver Salako el será absorbido
Si lo vemos Òrìsàwálé lo mataremos

Después Òrìsálá oír estas canciones fue al lugar donde guardaba la hacha que había usado para derrotar a las brujas, pero cuando descubrió que su gente fue más numerosa de lo que podía hacer frente, decidió llevar a sus hijos y dejar por el lado opuesto de la casa.
Él salió de la casa de Egungun. Le pidieron lo que estaba persiguiendo y Òrìsálá explicó todo. No había terminado de contar quando escuchó el canto de las brujas, pero no lo tomó en serio. Él envió a cuatro personas para obtener la agua para hacer jabón; el primero en salir fue el jorobado, a continuación el albino, el tercero fue el enano y, finalmente, a lo cojo.
Estos cuatro esclavos fueron enviados por Òrìsálá a buscar agua; el Albino cuando llegó al rio, las brujas arrancó con la mano la caja y la rompió en la cabeza: así fue como el albino se convirtió en albino, debido a que las brujas se rompió la calabaza en su cabeza.
Lo mismo ocurrió con el jorobado, que vio la fractura del recipiente para la agua en la su cabeza, para que se formó otro golpe en un lado y uno delante y otro detrás.
Es por eso que queremos rendir homenaje a estas cuatro personas, especialmente cuando queremos tomar un baño ritual para Iyawó Ifa al río, porque ellos son dioses por nosotros.

Canción:
Rindo homenaje a el jorobado
Rindo homenaje a el cojo
Rindo homenaje a el albino
Casa de los dioses
Un saludo a el enano
Antes de tomar un baño en el río

Volviendo al verso del Odu Ifa:

Si lo vemos Ọjẹdòkun lo vamos devorar
Si nos encontramos con Ọjẹwálé lo vamos comer
Y si vemos Ọjẹbùnmi nos lo volvemos al revés

Así fue que las brujas se comprometió a tragar todos los hijos de Egungun.

En ese momento Òrìsálá y Egungun fueron a informar Sango sobre su experiencia con las brujas. Inmediatamente oyó el canto de las brujas se dirigió a los hijos de Sango.
Sin perder más tiempo, todos fueron a Orunmila porque el es el unico Òrìsàmole que podría ser capaz de encontrar la manera de hacer con las brujas. Incluso antes Orunmila había consultado Ifa para el asesoramiento sobre el ataque de las brujas; se tenía que hacer era cocinar frijoles blancos picados y ponerlos alrededor de la casa para protegerse de la gente de la tierra. Òrìsálá cuando llegó a la casa de Orunmila le preguntó qué podía hacer el jefe de los sacerdotes, y cuando Orunmila comenzó a explicar oyó la voz de las brujas que cantaba:

Si vemos Amosun el será comido
Si nos encontramos con Amore el será devorado
Y lo mismo sucederá con Falade y Opelade

Orunmila ofreció inmediatamente el sacrificio para evitar que las brujas lleguen a su casa y por lo tanto las derrotó.
Fue a causa de estos hechos que algunos estaban deformados, otros murieron, y los que se quedaron pidieron perdón y Orunmila las perdonó. Òrìsálá dio las gracias a él e se le ha dado la hacha llamada ÀDÁSÀ o ÀDÁÒRÌSÀ que el Babalawo puso delante de Ifa.

Con cuidado, observando la dirección de este Odu Ifa entendemos que Owu es Òrìsálá/Obatalá. Los hijos de este Odu Ifa deben mantenerse alejados de los tabús de Obatalá, como la carne de perro, el vino de palma, ropa negra.